DIALOGO (racconto di Mauro Montalto)


Milano,

 una giornata piovosa di novembre, una come tante, Walter  entra in una libreria in centro, alla ricerca di un

testo di Pirandello da donare ad un amico, per il suo compleanno, quando improvvisamente da uno scaffale

appare il volto di una giovane donna.

I due si guardano con sorpresa ed un certo imbarazzo, con l’ espressione tipica di chi si conosce ma non si vede da  molto tempo.

Gli sguardi s’incrociano, si fissano profondamente ,alla fine vincendo ogni timore la ragazza balbetta qualcosa?

– Papa’? sei papa? Vero?

– Si! Anna, tesoro mio sono io, tuo padre.

Quasi meccanicamente i due si avvicinano e si lasciano andare in un abbraccio liberatorio

-Anna , piccola mia quanto tempo, ormai sei una donna, una bella donna come la mamma, non sei cambiata ti ho riconosciuta subito

-anche tu papa’ sei sempre lo stesso nonostante siano passati  molti anni

-Senti  Anna, noi due dobbiamo parlare, finalmente, inaspettatamente ne abbiamo l’occasione

Hai un po di tempo da dedicarmi?

_si papa’ oggi casualmente sono a casa in ferie

-bene, allora usciamo andiamo in un posto tranquillo

-ne conosco uno proprio qui vicino, e’ un bar  con delle salette dove poter parlare assaporando un buon caffe’

-bene andiamoci subito allora.

I due escono velocemente camminano per strada sottobraccio, Walter e’ felice e anche Anna non nasconde la gioia di aver ritrovato suo padre. Entrano nel bar indicato da  Anna, e dopo aver ordinato due caffe’ si siedono in una saletta. Si guardano negli occhi ,Walter stringe le mani della figlia

-papa’ perche’ hai lasciato la mamma,noi avevamo bisogno di te, io avevo bisogno di te, perche’ papa’

-io non so cosa ti ha detto tua madre, non ho lasciato la mamma, abbiamo deciso insieme di separarci, semplicemente perche abbiamo smesso di amarci, abbiamo smesso di vedere le cose allo stesso modo, ed allora abbiamo pensato che forse era meglio per tutti e due interrompere la nostra storia, nonostante ci fossi tu.

– la mamma mi ha sempre detto che avevi un’altra donna e’ cosi?

– se la donna che dice tua madre si chiama Teatro, allora e’ vero, io non ho mai avuto un’altra donna,

facevo teatro, tua madre voleva che smettessi, ma io non ne avevo la forza, alla fine dopo aver litigato diverse volte, tua madre m’impose la scelta o lei o il teatro, ed io ho scelto il teatro, questa e’ la pura e semplice verita’.Quando ci siamo separati tu eri piccola e la mamma ottenne dal giudice che io non ti vedessi  perche  giudicato irresponsabile e pericoloso per la tua educazione.

-io questo  non lo  sapevo papa’ , la mamma mi ha detto altre cose

– non ha importanza cosa ti ha detto la mamma, lo ha fatto solo per il tuo bene, io non sono

Arrabbiato con lei, ma piuttosto dimmi tu cosa fai ora?

-mi sono  laureta  in legge ed ora lavoro per un importante studio legale

-bene sono contento, sei fidanzata?

– no papa’, avevo un ragazzo, pensavo mi volesse bene, ma poi mi sono accorta che non era cosi, o forse

Sono io che sono troppo difficile e chiedo troppo.Ora sono libera, non ho nessuno, qualche amico ma nulla di piu e poi al momento non ho voglia di mettermi  in storie serie

E tu papa’ cosa fai? Come vivi? Parlami di te

-Dopo che io e tua madre ci siamo lasciati sono partito con una compagnia teatrale che mi aveva ingaggiato per una turnee estera, sono andato in Svizzera, Germania e poi in francia, portando i classici italiani

Abbiamo avuto successo, finalmente dopo anni di sacrifici, ora sono un attore di prosa affermato e guadagno abbastanza bene.Sono qui a Milano al teatro Manzoni  proprio per una turneè che ci portera’ nelle maggiori citta italiane, dopo Milano saremo a Genova, Torino Roma Napoli e Palermo

-Ora hai un’altra donna papa’? altri figli?

-Scherzi? Matrimoni nella vita ne basta solo uno e figli ho solo te. No , non ho nessuna donna, qualche amicizia e basta, nella mia vita, ho amato solo tua madre, ma purtroppo ci siamo persi, ed e’ stato un vero peccato. Sapessi quante volte sono venuto a spiarti all’uscita di scuola mentre la mamma veniva a prenderti

Sapessi quante volte ho desiderato abbracciarti, quante volte mi sono sentito solo e allora di nascosto venivo sotto casa nella speranza di vederti ed incontrarti, ma se l’avessi fatto  la mamma mi avrebbe denunciato, io non potevo avvicinarti a te, te l’ho detto il giudice lo ha vietato. Ma ora ci siamo ritrovati

Il destino e’ stato generoso

-papa’ ti ho sempre voluto bene, ti ho pensato tanto in questi anni ora che ci siamo ritrovati , ti prego non sparire piu, con la mamma parlero’ io, e poi non dimenticare che sono un avvocato posso far rivedere la sentenza e poi sono maggiorenne e decido io chi vedere e chi no

Walter e’ commosso piange e stringe forte le mani di Anna, della sua Anna, la gente seduta si volta, vede la scena ma non capisce perche’ quell’uomo di quasi 60 anni piange stringendo le mani di una giovane donna, la gente non puo capire, la gente  e’ cattiva ,malfidente e giudica subito male. Ma non importa quel che conta che un padre e una figlia si sono finalmente trovati e spiegati.

-papa’ vengo a vederti a teatro

-oh!? Si! Ne sarei veramente felice, vieni domani mattina a teatro, le prove cominciano alle 10, vai in biglietteria e fammi chiamare, cosi ti posso far avere il biglietto omaggio

-ne voglio due, uno per me e uno per la mamma

.ma lei non verra’ sicuramente

-Verra’ papa’, verra’ fidati

I due si alzano ed escono dal bar sempre sottobraccio, ha smesso di piovere i piccioni svolazzano in piazza duomo, Anna abbraccia Walter che commosso non riesce a trattenere le lacrime, l’emozione e’ troppo forte

-ci vediamo domani papa’ alle dieci in teatro

– si amore ti aspetto

Nella nebbia di novembre la figura di Anna lentamente sparisce mentre Walter la guarda allontanarsi

Ora sa di aver ritrovato sua figlia, ora Walter sa di essere veramente felice